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10 gennaio 2008

Il nuovo film di Gondry fa esplodere Internet.

Sta per uscire il nuovo film di Gondry. Si chiama "Be Kind Rewind" e parla di due ragazzi, Jack Black e Mos Def, che cancellano per sbaglio i film della videoteca per cui lavorano e per non essere licenziati decidono di reinterpretarli tutti. 
Ecco il trailer.
E il finto trailer di uno dei film reinterpretati: "Ghostbuster".
Come avete visto è la celebrazione dei filmati User-Generated: un filmato sporco, fatto male, ma vero e divertente. (La rivalsa di tutti gli Ed-Wood).
Naturalmente il sito non poteva essere da meno. Una volta aperto, Internet salta in aria e si connette ad una versione di Google User-Generated, fatta di cartoni colorati, di link scritti a mano, il tutto in stile Gondry, per intenderci. Ecco il link: bekindmovie.


05 dicembre 2007

Scorsese brinda a Hitchcock con un bicchiere di Freixenet.

Scorsese realizza per lo spumante Freixenet un film omaggio a Hitchcock. Ogni anno Freixenet, la marca più prestigiosa di spumante catalano, regala uno spot con una star. Di seguito potete vedere il filmato, il backstage ( in verde) e due altri spot con la Paltrow e  con Kim Basinger.
L'operazione con Scorsese ha dell'affascinante. Non vampirizza il cinema,  ma crea un vero e proprio film con un'identità di prestigio. Scorsese interpreta, nello stile e nella regia,  uno dei suoi maestri. Il brand non è mai invasivo, ma anzi, diventa la "chiave" attraverso la quale permettere a noi cinefili di vedere un pezzo di cinema che forse rimarrà nella storia. Il film, secondo me, supera gli shortfilm più famosi, come Pirelli ( "The Call" con Naomi Campbell e John Malcovich e "Mission Zero"  di Bigelow con Uma Thurman) e Bmw ("Star", di Guy Ritchie con Madonna e Clive Owen) perchè riesce a far sposare l'adv con lo specifico cinematografico.














11 novembre 2007

Sull'intervento di Weinberger allo IAB- il mio commento sul blog dell'ADCI.

Sul blog dell'ADCI  arriva lo Iab. Lo IAB Forum è l’evento annuale dell Internet Advertising Bureau ( qui il sito di IAB, qui il sito di IabForum, qui il blog di IabForum).
Ecco una parte dell'articolo: Dallo spot al post (con il mio commento) di Marco Massarotto di Hagakure. "Ospite d’onore dell’edizione 2007 dello IAB Forum, Weinberger ha dedicato il suo intervento all’impatto di Internet sul marketing e, soprattutto, sull’Advertising. Vi riporto due estratti particolarmente significativi. [...] Internet sta rivoluzionando anche la pubblicità. A vantaggio di consumatori non più passivi, che le informazioni sui prodotti non le aspettano da inserzioni accattivanti ma le cercano in Rete, connessi a tempo pieno. Perciò, le aziende devono imparare in fretta a comunicare in modo diverso.…e ancora…Puntando sulla reputazione, che a differenza di un marchio, non si costruisce a suon di spot e milioni ma bisogna guadagnarsela…  […]Onorate la conversazione…"
Ed ecco il mio commento: "Salve a tutti, sono un copy junior e seguo da molto tempo gli RSS di questo sito e quello di Marketing Usabile. Perdonate se mi inserisco in questa discussione pur non avendo esperienza sufficiente (se sbaglio correggetemi così imparerò) ma a me sembra che Weinberger non dica nulla di nuovo. Nel 2005 David Bernstein scriveva in Company Image:
 “Che all’impresa piaccia o no, sia che vi si impegni o no, il pubblico la percepisce comunque come una persona. Anche se l’impresa considera se stessa un’astrazione, o un oggetto troppo complesso per poter essere personificato, il cliente sceglierà di rendere le astrazioni tangibili, semplificando tutto”. Il fenomeno della “personalizzazione dei Brand” grazie ad internet mi sembra che sia sotto gli occhi di tutti da quando c’è stata l’esplosione dei blog aziendali. L’importanza della reputazione credo sia una conseguenza palese. A questo punto lancio una domanda: quanto conta la reputazione di un brand su internet in un paese in cui solo il 31% conosce le possibilità del web 2.0.? http://www.acnielsen.it/news/Osservatorio.shtml . Secondo me la reputazione di un brand è legata in modo indissolubile alla memoria, e l’unica memoria non modificabile dai brand, perchè presente nei computer degli utenti, sono le mail o gli RSS. A presto."

05 novembre 2007

Il nuovo spot Walkman strizza l'occhio a Gondry.

Il vecchio walkman rivendica la paternità della portabilità musicale. Arriva il nuovo spot “Music Pieces” della Fallon per Sony. Una vera e propria creazione artistica, più che uno spot in senso stretto. 128 i musicisti coinvolti, ai quali si aggiungono alcuni esponenti di rilievo del mondo della pop-music e del cinema, per un esperimento musicale mai tentato prima. Lo spot strizza l’occhio al video “The hardest button to button” dei White Stripes di Michel Gondry ma coglie nello specifico la peculiarità del Walkman: la musica si sviluppa nell’ambiente nota dopo nota, passo dopo passo, proprio come la rivoluzione della portabilità musicale degli anni ottanta insita nel nome “Walkman”. Ma Sony rivendica questa rivoluzione con il claim “Music like no other” che assume un significato in relazione a tutta la campagna Sony degli ultimi tempi. Si tratta infatti dello stesso claim, parafrasato, della campagna Sony Bravia (“Color like no other”) e attraverso un’analisi tra i vari spot potremmo dire che ciò che è come nessun altro è l’essere “discreto”. Sony divide la percezione visiva in palline, in rocchetti, in vernici, in conigli. E divide l’ascolto musicale in musicisti, che suonando una nota alla volta, realizzano una sinfonia. Se la tecnologia è estensione dei sensi dell’ uomo, Sony si propone come la tecnologia migliore perché riesce a comunicare le varie identità della realtà. Ci fa assaporare esperienze precise nella loro modularità e bellissime nella loro percezione totale. Come nei pixel, così nei file del lettore mp3. Bello.